In tempi non sospetti, qualche anno fa, sotto un video di una ragazzina che ne bullizzava un'altra, in maniera violenta, trovai una serie di commenti orribili. Adulti e genitori che si scagliavano con pari violenza sulla ragazzina bulla. Fu allora che presi coscienza dei tanti forcaioli, giustizieri, ignoranti e arroganti. O almeno credevo: in realtà ne sottostimai la quantità e la gravità. Le persone ragionevoli, quelle che comprendevano il disagio che c'era nella bulla, non si mostrarono, me compreso, lasciando che il pensiero forcaiolo, giustiziere, ignorante e arrogante, proliferasse. Lasciando che quel seme di violenza crescesse. Lasciando le persone ragionevoli in minoranza. Non che prima non lo fossero, in minoranza, semplicemente la violenza come punizione non era legittimata in maniera così esplicita: un genitore che avesse dichiarato di voler riempire di botte la propria figlia non sarebbe stato socialmente accettato. Un genitore così, probabilmente, avrebbe c...
Mi sono ritrovato spesso a riflettere sul condizionamento che alcune peculiarità umane hanno avuto sulla nostra evoluzione. Evoluzione intesa come cambiamento, non necessariamente come crescita. In particolare mi sono chiesto come sarebbe l'essere umano se alcuni parametri fossero stati modificati. Naturalmente non ho una risposta scientifica o precisa, rimango nel campo delle ipotesi, peraltro tutte mie, perciò questa riflessione rimane una speculazione fine a se stessa. Tant'è: provo ad immaginare l'essere umano cieco e con un lessico diverso. Cieco perché la vista è l'inganno più sofisticato, lo schermo più potente, l'illusione più grande e il più grande induttore di preconcetti. Non ci sarebbe soltanto una eguaglianza totale, senza vista, ma con gli altri sensi amplificati, ci sarebbe una conoscenza profonda del prossimo in minor tempo. Accadrebbe quel che succede quando ci leghiamo a delle persone e vediamo la loro sostanza, smettendo di vederle per come...